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3 luoghi da non visitare a Parigi se siete single

Tornare cinque volte in una stessa città e non stancarsi mai, sentirsi a casa, conoscere perfettamente dove andare, E’ di questa Parigi che vi racconterò! Mi sarà difficilissimo mettere in ordine le mille emozioni che mi trasmette sempre questa città, ma cosa ci posso fare, è stato amore a prima vista! 

3 luoghi da non visitare a Parigi se siete single

Conosciuta come città più romantica del mondo, Parigi ospita migliaia di coppie proveniente da tutto il mondo, e tranquilla, sicuramente ci sono anche loro sul tuo volo. Spera soltanto che non si siedano al tuo fianco e, con gli occhi a forma di cuoricino, non ripetano ad alta voce quanto sono felici di andare nella città dell’amore per festeggiare il loro compleanno. Attenzione, puoi essere ancora più fortunata se durante TUTTO il viaggio di ritorno in aereo, due ore circa da Bari, una coppia novella non smette mai di baciarsi.

A tutto c’è un limite! Vediamo insieme i posti parigini in cui potreste avere una crisi di depressione ricordando il vostro ultimo amore.

Inutile dirlo: Tour Eiffel

Quale coppia non ha una foto di un bacio romantico sotto la Torre Eiffel?

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Fonte

I Giardini di MontMartre

Ogni momento è buono per rilassarsi, sedersi e dichiarare i proprio amore. I giardini che si trovano ai piedi della cattedrale di Monmartre sono un luogo perfetto.

Maneggiare con cura!

parigi, paris, montmartre

Il Pont des Arts

I lucchetti dell’amore hanno davvero invaso tutto il mondo!

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Fonte

É difficile resistere, Parigi ha reso romantica anche me, ma solo per qualche ora!

#Socialgnock of the week per parlare di cultura, viaggi e culture shock…

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#Socialgnock, un gruppo al femminile, caratterizzato dalla spontaneità e dalla voglia di confrontarsi e conoscere idee, progetti, novità… Dal 18 al 24 giugno sono stata “#socialgnock of the week”, una settimana dedicata alle differenze culturali ed ai culture shocks ovviamente.

Vi riporto l’intervista che potete trovare su http://www.stilefemminile.it.

Have fun!

Questa settimana, le pagine Facebook Gooogle+ del gruppo #socialgnock sono gestite da Francesca Margarito, che ci parlerà di CULTURAL SHOCK.  “Il Culture shock consiste nello “scontro” tra la mia normalità e la tua. Ciò che è normale per me è strano per te, o viceversa. Il nostro comportamento, le nostre abitudini, le nostre tradizioni fanno parte di quel patrimonio culturale che acquisiamo durante la nostra vita, non è innato ” … scorpite di più sul suo blog!

Qui trovate la presentazione del gruppo #socialgnock con tutti i link per aderire.

1) CHI SEI?

Sono una salentina che ama la sua terra ma che non si fa sfuggire l’occasione di conoscere nuovi paesaggi, culture e tradizioni. La valigia è sempre pronta, a volte pesa un po’ troppo però J

2) COSA FAI NELLA VITA?

Data la predisposizione delle socialgnock al multitasking ( J ) gestisco un b&b, (nel Salento ovviamente!), organizzo eventi culturali e, negli ultimi anni, mi sono specializzata in social media marketing.

3) QUALI SONO LE TUE PASSIONI?

Lo sport, in particolar modo la pallavolo, (la prima passione e la più intensa)

4) FORSE NON TUTTI SANNO DI TE CHE…

Sono fortissima a calciobalilla! Quando ero adolescente ed andavo in vacanza c’erano ovviamente nei bar i biliardini, affollati da ragazzi. La regola era “chi vince continua a giocare chi perde va via”. Dopo un fila di coppie maschili ci presentavamo io e mia sorella, dato che nessuno inizialmente ci dava credito, l’orgoglio maschile li portava a scommettere qualcosa sul risultato finale. In un’estate abbiamo avuto cena e gelato pagato per due mesi!

5) PERCHE’ HAI DECISO DI ENTRARE IN #SOCIALGNOCK?

Ho trovato le socialgnock quasi per caso, ma dopo aver letto qualche loro post, ho subito deciso che quello era il posto per me: un gruppo dove imparare tanto condividendo anche le mie paure ed aspettative sul mondo del lavoro, dato che sono sbarcata nel mondo del social da poco.

6) COSA RENDE SPECIALE SECONDO TE QUESTA COMMUNITY?

La easytudine, così come amano definirla le fondatrici. Siamo tutte sullo stesso livello, sia chi ha anni di carriera e successi alle spalle, sia chi è neofita del settore. E’ come avere un gruppo di amiche che capiscono le difficoltà tuo lavoro (e non capita spesso!) e sanno consigliarti nei momenti difficili.

7) COME VUOI IL FUTURO DI #SOCIALGNOCK?

Per abitudine non mi creo aspettative, ma noto che dal gruppo possono nascere collaborazioni (come mi è successo) e progetti comuni. Spero di incontrarle tutte personalmente: la passaggio da on-line ad off-line è la parte più divertente!

8) LA TUA CITAZIONE PREFERITA?

“La libertà significa responsabilità, ecco perché in molti la temono.” G. B. Shaw

9) DOVE POSSIAMO SEGUIRTI DA OGGI?

Il social che preferisco sono Twitter, per i suoi 140 caratteri, era già un segno quando al liceo cercavo di scrivere le mie canonico due colonne e mezzo, e google+ perché è ancora tutto da scoprire! Ho un blog dove mi piace raccontare e raccontarmi. Vorrei trasmettere in tutti la voglia di conoscere le altre culture, superare i limiti imposti dalle nostre abitudini e superare i “cultural shock”!

10) FAI UNA FACCIA BUFFA…
Francesca foto buffa
11) GUARDA IN SU GUARDA IN GIU’, DAI UN BACIO A CHI VUOI TU, E SPIEGACI IL PERCHE

MI GIOCO IL JOLLY!!:D

12) SECONDO TE SUI SOCIAL C’E’ BISOGNO DI…

Sui social noto la mancanza di spontaneità. On-line si ha la possibilità di essere davvero sé stessi, perché non approfittarne?

13) E, AL CONTRARIO, C’E’ TROPPA…

La critica NON costruttiva è diffusissima on-line.

14) GRAZIE PER IL TUO TEMPO, CI SIAM DIMENTICATI QUALCOSA?
Ci siamo dimenticati di dire che le socialgnock sono un gruppo meraviglioso! E se l’avevo detto lo ripeto :D

Pronte a partire con Francesca? ;-) Buon Viaggio!

“Cartolina” dalla Guadalupa

Sono sul ciglio della strada in attesa del bus che non prenderò! Si accosta una vecchia Renault blu..dentro una donna e un uomo alla guida che sorridente mi chiede: “ Où vastu ?”

  – gli rispondo:”Point à Pitre”.  “monte!”mi dice. Non gliel’ho fatto ripetere due volte! In radio un certo Francky Vincent canta “Vas y Francky C’est Bon”. Quale colonna sonora migliore di questa per inaugurare un viaggio tutto creolo!

Con Lucien, conducente dell’auto nonché professore di informatica, arrivo a Point-a-Pitre..I turisti preferirebbero evitarla, i viaggiatori la considerano tappa obbligatoria!..tac,tac,tac..Un giovane rasta seduto ai piedi di una vecchia serranda vibra le mani su un bongo..poco distante da lui un ragazzo, vestito con dei calzoni malconci e  una canotta traforata arancio evidenziatore, intreccia foglie di palma dando forma ad un simpatico cappello.

Pochi minuti dopo mi ritrovo tre le bancarelle di un mercato.. Profumo di cannella,  un elegante melange di colori veste donne dalle taglie comode affaccendate a ripulire i portafogli dei turisti di passaggio in cambio di souvenir e spezie.

Cammino tra i  bonjour sorridenti  degli uomini e gli sguardi indifferenti delle donne,  le strade suonano..le casse rimbombano sul ciglio di negozi che sfoggiano vestiti dai colori  vivaci. Vedo BMW e Mercedes fresche di concessionaria parcheggiate ai piedi di palazzine in rovina, bancarelle arrangiate da pescatori semivestiti che mi invitano ad acquistare aragoste e lambì. Decido di tornare a Saint – Anne in bus ma comincio ad avere già nostalgia di quell’armonia perfetta tra esplosione cromatica, ritmo caraibico e falsa povertà felice! Salendo sul quel bus scopro che quell’armonia in realtà mi accompagnerà sino a Saint – Anne e nei successivi 6 mesi trascorsi in Gwada! Le poltrone giallo ocra e gli interni arancio si sposano con i vestiti delle donne a bordo e le canzoni caraibiche fanno da sottofondo perfetto a questo allegro gioco di colori.

La Guadalupa non è una isola da visitare ma da vivere!  Ci sono due modi per farlo: puoi noleggiare  una macchina e quindi perderti in strade circondate dalla foresta tropicale e dagli immensi campi di canna da zucchero, o in alternativa puoi imbarcarti  su una barca a motore o su una più silenziosa barca a vela  per poi addentrarti tra le mangrovie o raggiungere qualche piccolo isolotto solitario nel mar dei caraibi o la turistica Les Saintes o meglio ancora  la selvaggia Marie galante la cui identità è racchiusa in una bottiglia di rhum.

Due ore di vela scivolando sulle onde..quel gusto di salsedine sulle labbra e quel profumo di mare sulla pelle. Arrivo a Les Saintes, l’isola scoperta da Cristoforo Colombo nel 1493. Posso decidere di salire  in motorino o a piedi  sino al forte Napoleone  da cui ammirare la baia di Anse du Bourge, o spennare il portafoglio nei negozietti di souvenir della stradina dello shopping che vi porterà alla “chiesetta del villaggio” e proseguendo dritto verso la selvaggia Plage de grande Anse. Il mare nervoso comincia a farsi sentire dalla stradina in pendenza fiancheggiata da un allegro cimitero dove i morti riposano circondati da una cornice di lambì. Inaspettatamente appare lui..affannato, concitato..un cartello ci ricorda che è vietato farsi il bagno! E lo capisci guardando l’energia con cui le onde si scagliano contro la riva sabbiosa. Ciò nonostante c’è sempre qualche passante determinato a sfidarle!! La cosa migliore da fare è accomodarsi sulla granulosa sabbia dorata, godersi la solitudine e magari farsi suggerire dal mare qualche parolina da mettere per iscritto!

Postcard from Guadeloupe:

Ciao Amico mio. Ti presento  la mia Guadalupa, quella in cui non c’è biglietto da pagare in nessun luogo, quella in cui puoi assistere gratuitamente allo spettacolo della natura, a quel seducente contrasto tra il verde della foresta tropicale e il blu del mare cristallino. Quella in cui non devi pensare a cosa indossare la sera per uscire. Infradito shorts e t-shirt sono più che sufficienti per sedersi in un locale arrangiato sulla spiaggia davanti ad uno spiedino di lambì e ad una bottiglia di rhum servita con lime e zucchero di canna. Ci sono solo due parole chiave da ricordare: assiette creole e ti-punch o  punch planteur se si preferisce  mescolato al rhum succo d’ananas, arancia o ancor meglio goyave! In Guadalupa non ci sono yacht ma solo piccoli motori su barca a vela e catamarani di tutte le taglie che gareggiano con i delfini a chi prima arriva alle isole vicine. In Guadalupa non conoscono l’espressione ritmi frenetici. Spazientirsi per un caffè che arriva dopo 5 minuti non ne vale la pena! La Guadalupa è quella in cui esci con l’ombrello anche quando c’è il sole..le passeggere ma brevi piogge tropicali sono imprevedibili! La Guadalupa è una serata allegra ballando la “danse du chilili”. La Guadalupa è colore, è gusto di cocco, è il sorriso di un  pescatore fiero e fedele alla sua identità creola!

Baci

Giovanna