Archivi categoria: Cultural Shock

Capire il significato delle parole senza guardare il vocabolario: Putain!

Quando si vive a stretto contatto con persone “straniere” si entra in contatto con modi di dire, espressioni, doppi sensi ed interpretazioni che nessun libro d’Università potrà mai insegnare!

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“Mamma li turchi” Italian stereotype!

Così vicina ma così lontana, la Turchia rappresenta un ponte tra due mondi molto diversi! Un ponte che non è accettato dall’Europa, perché islamica (o troppo potente?!), e rifiutata dal mondo islamico perché troppo europea. E’ la terra del primo insediamento umano, dell’impero ottomano, di Mustafa Kemal Ataturk, è la terra delle vasche di Pamukkale, dei Dervisci rotanti…E’ tra le più ricche regioni del mondo! “Ricca” inteso come cultura, tradizioni, riti, simboli, danze, musiche… 

Episode 1 COFFEE or tea?!8Per evitare un cultural shock sappi che…)

 

Il  “caffè turco” è famosissimo, ma lo sapete che la bevanda più bevuta è il thé? Turco ovviamente! Se siete in Turchia dopo il pranzo non vi offriranno una tazzina di caffè, loro preferiscono piuttosto il thé “caldo”, perché deve bruciare la lingua!

Cosa si nasconde invece dietro al caffè? Berne una tazzina diventa un momento di conoscenza e relax se tra i conviviali c’è qualcuno che riesce a leggerne “il fondo”. Per il caffè turco non si utilizza la moka ma un recipiente di ottone, il cezve. Si versano tanti cucchiaini di caffè quanti sono gli invitati e lo si lascia bollire insieme allo zucchero. Dopo due ebollizioni è pronto! Versatelo nelle tazzine ed aspettate un po’ che la polvere si depositi sul fondo Bevetelo e lasciate un po’ di polvere… Servirà per  conoscere il vostro futuro..!

“Dai tempo al tempo”

Un detto portoghese dice: “O tempo perguntou ao tempo quanto tempo o tempo tem… o tempo respondeu ao tempo que o tempo tem tanto tempo quanto tempo o tempo tem

Il tempo chiese al tempo “quanto tempo ha il tempo”? Il tempo rispose al tempo che “il tempo ha tanto tempo quanto tempo il tempo ha”.

Durante una lezione di filosofia mi chiesero:  “Il “tempo” è stato un’invenzione dell’uomo o una sua scoperta?” Cosa ne può sapere una ragazzina di 16 anni!

Dopo circa 6 anni mi sono resa conto di quanto fosse una vera e propria invenzione.

Vi chiedete perché l’ora è di 60 minuti? Perché il giorno di 24 ore?

Mi ritrovavo in Francia, ormai erano diversi giorni che vivevo nel mio monolocale in una città non molto distante dall’Oceano Atlantico, a pochi km da Nantes. Qui in Francia è tutto in orario. L’autobus non tarda di un minuto (perciò se arrivi tre secondi in ritardo non si ferma), al lavoro son tutti degli orologi svizzeri (anche se arrivano in bici), non hai più di 1h di pausa. Per non parlare degli appuntamenti!!!-Tempo fa andai a Parigi per un incontro alla Sorbonne con il Prof. Lozato-Giotart, e la guida che era con noi si è indispettita moltissimo perché avevamo 5 minuti di ritardo…Non trenta, non venti, ma cinque miserissimi minuti di ritardo!-

Voi penserete: “vabbè sono incontri lavorativi, non bisogna far aspettare” invece no. I francesi sono precisi e puntuali nella loro vita quotidiana. Io sono salentina, perciò levantina, e come ben sapete la puntualità non è il nostro miglior pregio, anzi. Come se non bastasse d’estate, nel Salento, i nostri ritmi cambiano inverosimilmente. Si pranza alle 15, si cena alle 22, si esce a mezzanotte se non più tardi…

Ma in Francia no, o almeno, a La Roche sur Yon no!E’ come vivere d’inverno ma con 20 gradi.

10 Luglio 2010. Appuntamento alle ore 20 per bere qualcosa (quindi si presupponeva dopo-cena).

Terminavo il lavoro alle 17, corsa a fare la spesa (d’estate i negozi chiudono alle 19), prepararo la cena, ceno, faccio la doccia e preparativi vari. . .  non potevo rifiutare l’invito. Cosa mi resta da fare?SBRIGARMI!

Dalle ore 20 inizia un via vai dal mio campanello … i miei amici insistono a farmi uscire con loro, sono disposti ad aspettarmi! Wow finalmente una bella notizia (per me ovviamente).  Non sapevano cosa gli sarebbe aspettato: due lunghissime ore di attesa!

Inutile dire che non appena ho varcato la soglia della mia porta c’erano tante facce scocciate e annoiate. Chissà perché io ero felicissima!:D

Da quella sera due miei amici non mi hanno parlato per una settimana!

Col passare dei giorni però mi sono abituata al ritmo di vita francese, ma per fortuna molti di loro hanno cercato di capire il “mio” ritmo!

Chi ha inventato il detto tanto amato dai milanesi: “Il tempo è denaro” ? Ma quanto tempo? Quale tempo?

La nostra concezione del tempo non è un valore innato, ma si acquisisce nel corso della vita, in base alle abitudini della società in cui si vive.

Adesso chiedo a voi… Se vi invitano a cena alle ore 20.30, a che ora vi presentate a casa dei vostri amici?

Pensateci bene e siate sinceri…la risposta non poi così scontata!

Italia vs Montenegro

Un culture Shock porta con sè momenti di incertezza, perplessità e imbarazzo.

Vi racconto cosa mi è successo.

Ho avuto la fortuna di frequentare un Master con studenti provenienti da tutta l’area Mediterranea. Dopo qualche settimana di intense lezioni mattutine, decidiamo di avere un momento di svago…E cosa meglio di una cena all’italiana e un post-serata in giro per la città di Bari per conoscere meglio il luogo che ci ospitava?

La cena è andata benissimo, maxi pizze, sorrisi e tanti confronti tra Italia, Montenegro, Turchia, Egitto.

Una volta in strada, mentre camminavamo diretti verso il centro storico, la mia amica montenegrina attira la nostra attenzione, formiamo un cerchio e improvvisamente ROMPE PER TERRA UNA BOTTIGLIA DI BIRRA che aveva con sé.

Momento di silenzio.

Lei non smetteva un attimo di ridere mentre noi eravamo rimasti di pietra!

Dopo qualche istante le facciamo notare il nostro disappunto, ma lei ci spiegava che il suo gesto significava “stare bene insieme a qualcuno”.

Rompendo una bottiglia quasi sui piedi?!

Come potete vedere ogni cultura ha le sue regole, le sue maniere, le sue credenze che si possono scontrare con quelle dei vicini.

Non fermatevi alla prima impressione, basta capire l’altro e tutto può essere superato!

P.S.: E’ inutile dire che da quel momento siamo diventati grandi amici, però le abbiamo fatto notare che bottiglie rotte sui piedi non ne volevamo più! 🙂

Cos’è un CULTURE SHOCK?

Cultural shock Vi è mai capitato di fare una cosa per voi normalissima, ed essere osservati come alieni da tutte le persone che vi circondano? Ci sono articoli su articoli sul comportamento del turista, il galateo del turista, il buon comportamento del turista,  i comportamenti da evitare in viaggio …Ma da dove nasce tutto ciò? Vi faccio un esempio pratico che ho vissuto in prima persona, per fortuna era solo una simulazione. Dovete organizzare una giornata di benvenuto per un gruppo di uomini d’affari provenienti da un’isola sperduta, ma molto ricca, dell’Oceano Pacifico. Quest’occasione significa per voi o la promozione o il licenziamento, cosa pensate di fare? Io mi trovavo in Puglia, e con l’aiuto di tre collaboratori, abbiamo organizzato un briefing presso una masseria. Non appena ci siamo incontrati i nostri ospiti sorridevano ma non parlavano, non capivano la nostra lingua, non ci davano la mano. Ci hanno solo consegnato i loro biglietti da visita.  Come bisognava comportarsi? Parlare no, presentarsi no, mangiare no, bere no … Se fosse stata una situazione reale sarebbe stato un vero e proprio disastro! Dopo un’ottima un’intuizione da parte di un collaboratore siamo riusciti finalmente a stabilire una comunicazione. Pensateci un attimo… Abbiamo iniziato a scrivere, loro comunicavano con la scrittura. Non stringevano la nostra mano perché loro lo consideravano un segno di sottomissione. La loro isola era stata conquistata dagli Americani e la prima cosa che hanno fatto è stata stringere le loro mani, dando inizio alla schiavitù. Il Culture shock consiste nello “scontro” tra la mia normalità e la tua. Ciò che è normale per me è strano per te, o viceversa. Il nostro comportamento, le nostre abitudini, le nostre tradizioni fanno parte di quel patrimonio culturale che acquisiamo durante la nostra vita, non è innato. Sono influenzati dall’ambiente in cui cresciamo. Un po’ come la lingua che parliamo, il modo in cui articoliamo le parliamole, ma questo è un’altro argomento che magari affronteremo in seguito. Vi è mai capitato di vivere qualcosa di simile? Quanti “cultural shock” avete avuto durante i vostri viaggi? In questa sezione vi racconteremo dei nostri “shock” !