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3 luoghi da non visitare a Parigi se siete single

Tornare cinque volte in una stessa città e non stancarsi mai, sentirsi a casa, conoscere perfettamente dove andare, E’ di questa Parigi che vi racconterò! Mi sarà difficilissimo mettere in ordine le mille emozioni che mi trasmette sempre questa città, ma cosa ci posso fare, è stato amore a prima vista! 

3 luoghi da non visitare a Parigi se siete single

Conosciuta come città più romantica del mondo, Parigi ospita migliaia di coppie proveniente da tutto il mondo, e tranquilla, sicuramente ci sono anche loro sul tuo volo. Spera soltanto che non si siedano al tuo fianco e, con gli occhi a forma di cuoricino, non ripetano ad alta voce quanto sono felici di andare nella città dell’amore per festeggiare il loro compleanno. Attenzione, puoi essere ancora più fortunata se durante TUTTO il viaggio di ritorno in aereo, due ore circa da Bari, una coppia novella non smette mai di baciarsi.

A tutto c’è un limite! Vediamo insieme i posti parigini in cui potreste avere una crisi di depressione ricordando il vostro ultimo amore.

Inutile dirlo: Tour Eiffel

Quale coppia non ha una foto di un bacio romantico sotto la Torre Eiffel?

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Fonte

I Giardini di MontMartre

Ogni momento è buono per rilassarsi, sedersi e dichiarare i proprio amore. I giardini che si trovano ai piedi della cattedrale di Monmartre sono un luogo perfetto.

Maneggiare con cura!

parigi, paris, montmartre

Il Pont des Arts

I lucchetti dell’amore hanno davvero invaso tutto il mondo!

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Fonte

É difficile resistere, Parigi ha reso romantica anche me, ma solo per qualche ora!

Anche a Nardò la cultura non dorme mai!

#NBTW 10 luglio 2014 Nardò

“Nessuna conoscenza, seppur eccellente e salutare, mi darà gioia se l’apprenderò per me stesso. Se mi concedesse la sapienza con questa limitazione, di tenerla chiusa in me, rinunciando a diffonderla, la rifiuterei” Seneca

Ancora una volta Nardò coglie l’occasione per far conoscere le tradizioni che tanto caratterizzano questa terra, è il momento delle invasioni digitali!

Domani, 10 luglio, si celebra “la notte bianca della cultura” e gli invasori non si faranno scappare la chance di valorizzare il patrimonio culturale italiano. A partire dalle ore 20, fino alle ore 2.00, caricate le batterie dei vostri smartphone o tablet e veniteci a trovare a “La Saletta” in Via A. Volta, dove ci sarà un mercato dedicato all’arte contadina.

Questa volta si potrà pubblicare davvero tanto ecco l’elenco le aree tematiche:

#NBTWliterature – poesia, prosa, brani di libri, frasi e citazioni famose o proprie, proverbi… postate brani che vi hanno emozionato, video di voi che leggete un brano (usando Vine o Instagram ad esempio).

#NBTWmusic – brani, video, canzoni popolari.. fate conoscere la musica del vostro territorio, qualcosa che venga da lontano.

#NBTWart – quadri, statue, visite nei musei, gallerie d’arte, esposizioni. Fate vivere l’arte in ogni sua forma, un museo che vi è rimasto nel cuore, un quadro che ci racconti la sua storia.

#NBTWtravel – viaggio attraverso le nostre città, i borghi, i centri storici, le piazze. Se siete in giro per la città partecipate “dal vivo” facendo conoscere il luogo dove vi trovate oppure raccontate per immagini o video quell’angolino d’Italia che proprio vi è rimasto nel cuore.

#NBTWfood – Ricette, consigli, abbinamenti di vino e tutto quello che vi solletica il palato. Fate visitare la vostra terra attraverso la sua gastronomia e i vini che lì si producono.

Le invasioni digitali a Nardò sono organizzate da Francesca Margarito, esperta del mondo social, in collaborazione con Lecce 2019, per Lecce capitale della cultura 2019, e “La Saletta”, dinamica realtà presente in città.

Scegli il tuo hashtag preferito ed aggiungi quello di #lecce2019 e #NBTWNardò.

 

Per una notte da…INVASORI!

#Socialgnock of the week per parlare di cultura, viaggi e culture shock…

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#Socialgnock, un gruppo al femminile, caratterizzato dalla spontaneità e dalla voglia di confrontarsi e conoscere idee, progetti, novità… Dal 18 al 24 giugno sono stata “#socialgnock of the week”, una settimana dedicata alle differenze culturali ed ai culture shocks ovviamente.

Vi riporto l’intervista che potete trovare su http://www.stilefemminile.it.

Have fun!

Questa settimana, le pagine Facebook Gooogle+ del gruppo #socialgnock sono gestite da Francesca Margarito, che ci parlerà di CULTURAL SHOCK.  “Il Culture shock consiste nello “scontro” tra la mia normalità e la tua. Ciò che è normale per me è strano per te, o viceversa. Il nostro comportamento, le nostre abitudini, le nostre tradizioni fanno parte di quel patrimonio culturale che acquisiamo durante la nostra vita, non è innato ” … scorpite di più sul suo blog!

Qui trovate la presentazione del gruppo #socialgnock con tutti i link per aderire.

1) CHI SEI?

Sono una salentina che ama la sua terra ma che non si fa sfuggire l’occasione di conoscere nuovi paesaggi, culture e tradizioni. La valigia è sempre pronta, a volte pesa un po’ troppo però J

2) COSA FAI NELLA VITA?

Data la predisposizione delle socialgnock al multitasking ( J ) gestisco un b&b, (nel Salento ovviamente!), organizzo eventi culturali e, negli ultimi anni, mi sono specializzata in social media marketing.

3) QUALI SONO LE TUE PASSIONI?

Lo sport, in particolar modo la pallavolo, (la prima passione e la più intensa)

4) FORSE NON TUTTI SANNO DI TE CHE…

Sono fortissima a calciobalilla! Quando ero adolescente ed andavo in vacanza c’erano ovviamente nei bar i biliardini, affollati da ragazzi. La regola era “chi vince continua a giocare chi perde va via”. Dopo un fila di coppie maschili ci presentavamo io e mia sorella, dato che nessuno inizialmente ci dava credito, l’orgoglio maschile li portava a scommettere qualcosa sul risultato finale. In un’estate abbiamo avuto cena e gelato pagato per due mesi!

5) PERCHE’ HAI DECISO DI ENTRARE IN #SOCIALGNOCK?

Ho trovato le socialgnock quasi per caso, ma dopo aver letto qualche loro post, ho subito deciso che quello era il posto per me: un gruppo dove imparare tanto condividendo anche le mie paure ed aspettative sul mondo del lavoro, dato che sono sbarcata nel mondo del social da poco.

6) COSA RENDE SPECIALE SECONDO TE QUESTA COMMUNITY?

La easytudine, così come amano definirla le fondatrici. Siamo tutte sullo stesso livello, sia chi ha anni di carriera e successi alle spalle, sia chi è neofita del settore. E’ come avere un gruppo di amiche che capiscono le difficoltà tuo lavoro (e non capita spesso!) e sanno consigliarti nei momenti difficili.

7) COME VUOI IL FUTURO DI #SOCIALGNOCK?

Per abitudine non mi creo aspettative, ma noto che dal gruppo possono nascere collaborazioni (come mi è successo) e progetti comuni. Spero di incontrarle tutte personalmente: la passaggio da on-line ad off-line è la parte più divertente!

8) LA TUA CITAZIONE PREFERITA?

“La libertà significa responsabilità, ecco perché in molti la temono.” G. B. Shaw

9) DOVE POSSIAMO SEGUIRTI DA OGGI?

Il social che preferisco sono Twitter, per i suoi 140 caratteri, era già un segno quando al liceo cercavo di scrivere le mie canonico due colonne e mezzo, e google+ perché è ancora tutto da scoprire! Ho un blog dove mi piace raccontare e raccontarmi. Vorrei trasmettere in tutti la voglia di conoscere le altre culture, superare i limiti imposti dalle nostre abitudini e superare i “cultural shock”!

10) FAI UNA FACCIA BUFFA…
Francesca foto buffa
11) GUARDA IN SU GUARDA IN GIU’, DAI UN BACIO A CHI VUOI TU, E SPIEGACI IL PERCHE

MI GIOCO IL JOLLY!!:D

12) SECONDO TE SUI SOCIAL C’E’ BISOGNO DI…

Sui social noto la mancanza di spontaneità. On-line si ha la possibilità di essere davvero sé stessi, perché non approfittarne?

13) E, AL CONTRARIO, C’E’ TROPPA…

La critica NON costruttiva è diffusissima on-line.

14) GRAZIE PER IL TUO TEMPO, CI SIAM DIMENTICATI QUALCOSA?
Ci siamo dimenticati di dire che le socialgnock sono un gruppo meraviglioso! E se l’avevo detto lo ripeto :D

Pronte a partire con Francesca? ;-) Buon Viaggio!

“Un mondo nuovo a due passi da qui” – Rock and Rai – Crifiu

Il Mediterraneo è la culla della civiltà. Nella storia è stato il centro degli interessi economici, ed in questi anni il fervore si sta spostando nuovamente su questa zona del mondo. L’Italia può avere un ruolo strategico, deve cambiare qualcosa nel nostro modo di pensare…

Rock’n’Raï , life and musique / there is a world that , a stone’s throw from here, / is changing the music / themusic is changing . / Rock’n’Raï , life is musique / there is a world that , a stone’s throw from here, / mixes dreams , mixes winds , / mixes languages , deserts and tools. / Rock’n’Raï , life and musique / there’s a new world, a short walk from here / where the king falls , the rais falls / at the rhythm of riqq , darbuka and bendir . / Rock’n’Raï , life is musique / a new world, a short walk from here / is dancing on the waves, dance on the waves / from the sea that bathes the land. The Sea between lands , the Mediterranean Sea / The sea between lands , the Mediterranean Sea. The sea between the lands of the Mediterranean Sea / The sea between lands , the Mediterranean Sea.
It’s a long time that History teaches us/ a free flag is painting of red / it’s a long time that people suffer/ they rebel not to die/ it’s a long time that crazy people at the power creates monsters to defeat them/ it’s a long time that the sea spreads / anger and passion mix with waves
From sea blue it will be back / leaving the wars it will go down to the sea / from the blue sea it will come to us / bringing Peace in the Mediterranean Sea. I Maghreb , turkish , Algerian / Berber , Libyan , greek , Iraqi / I Tunisian , Moroccan I / Syrian , Andalusian , Occitan , Slovene / Montenegrin , Bosnian, Croatian / Palestinian , Israeli , Egyptian / Lebanese me , I Albanian / I Salentino I Italian . Son of the sea which is in the middle of lands / son of lands embraced by the sea / merges history, tradition / culture , memory, music and words. / Rock’n’Raï , life is musique / a New World is a short walk from here / it is dancing on the waves, we dance on the wave / sea that bathes the land. Rock’n’Raï , life and musique / there’s a new world, a stone’s throw from here Rock’n’Raï , life is musique / a new world, a stone’s throw from here Rock’n’Raï , life and musique / there’s a new world, a stone’s throw from here Rock’n’Raï , life is musique / A new world is here.

Viaggiare con stile SI PUO’ con #OsloSwap

Il 27 maggio, Barbara Perrone e Davide Tiezzi, due blogger doc, hanno preso un aereo ed sfidato il freddo norvegese (lo so è primavera lì ma ho già i brividi!!!). Dopo il successo e le emozioni provate durante #malesiaswap (per leggere la scorsa edizione clicca qui), i due viaggiatori hanno rifatto la valigia alla volta della Norvegia, barattando ovviamente! #Osloswap significa conoscere una nuova cultura e portare all’estero un pizzico d’Italia. Seguite l’hashtag #osloswap, scoprite cosa ci nasconde la terra dei fiordi e, se siete a Milano, incontrate i protagonisti il 19 giugno, ore 19, con l’evento all’interno di Open – more than books 

Ecco l’intervista esclusiva a Barbara

F: Siete giunti alla seconda edizione di Travel&Swap ma non ti ho ancora fatto una domanda: “com’è nato il vostro progetto”?

B: L’idea è nata nel 2012 dopo alcune esperienze positive testate in Italia, all’interno di alcuni agriturismi molto speciali capaci di avere una visione ampia sul mondo della comunicazione. In quell’occasione barattammo dei workshops di Furoshiki, della cui tecnica giapponese sono ambasciatrice italiana, con il soggiorno di qualche notte. Un’esperienza unica che ci ha portato a riflettere sulle necessità di chi opera nel mondo del  turismo e su quello del viaggiatore.

La possibilità di fare un viaggio di 3 settimane nel settembre 2013 tra la Malesia, il Borneo e Singapore, ci diede un nuovo input e una nuova sfida da voler lanciare, strutturare e presentare il progetto – Travel & Swap. Viaggiare con stile barattando. L’idea sembrava delle più folli. In primis perchè non avevamo mai presentato un progetto internazionale, secondo perchè le strutture alle quali ci rivolgevamo erano di alto altissimo livello e non da ultimo la differenza di approccio dovuta alla cultura.

Risultato? Guardanodo ad otto mesi fa, vorrei chiudere lì e abbracciare ad uno ad una tutte le persone che ci hanno ospitato, perchè grazie a loro abbiamo trovato un nuovo modo di viaggiare. Molto più social e molto più condiviso. Abbiamo un mondo da esplorare, ma un’umanità speciale da raccontare.

F: Un viaggio è anche aspettativa…cosa ti aspetti da #Osloswap?

B: Ci piacerebbe scoprire e comprendere da vicino come uno dei paesi più ricchi del mondo riesca a bilanciare economia, benessere, progresso e welfare. Siamo molto affascinati dall’architettura contemporanea, ma anche da come questa venga sviluppata coerentemente con attenzione e rispetto verso l’ambiente. Inoltre saremo curiosi di vedere e mappare i parchi giochi pubblici, vista l’attenzione all’infanzia e alla famiglia. Anche questa è un’altra iniziativa nell’ iniziativa, attuata già dalla scorsa edizione in collaborazione con l’ideatrice di Playgroundaroundthecorner, nonché dell’omonima APP.

E non da ultimo mi piacerebbe che questo nostro progetto, potesse essere ospitato all’interno di canali dedicati al mondo del turismo, permettendo a tutti un confronto allargato sul senso del viaggio e della comunicazione turistica.

F: Perché avete scelto la Norvegia come vostra seconda destinazione?

B: La risposta è semplice. Il mondo da scoprire è enorme, quindi ogni destinazione per noi è sempre allettante. Partendo da questo presupposto e a seconda le disponibilità di tempo, sulle tratte brevi verifichiamo quale compagnia di volo low-cost, ha destinazione con il prezzo più basso! E da questa scelta inizia il viaggio! Da qui la Norvegia.

F: Possiamo avere qualche anticipazione su cosa scambierete con “gli amici norvegesi” che hanno aderito al progetto?

B: Quello che noi scambieremo sarà il supporto comunicativo, che già è in atto. Quindi il raccontare di loro, delle loro storie sui canali social attraverso il nostro progetto e le interviste che rilasciamo. Il bello avverrà quando anche noi potremmo vedere e conoscere i nostri partners da vicino. Le sensazioni, le emozioni e le immagini faranno il resto.

F: E perché avete scelto proprio loro?

B: Ognuno di loro come sempre è stato selezionato e contattato, attraverso le immagini e le sensazioni che i loro siti ci hanno trasmesso attraverso il web. Cerchiamo di essere coerenti con la nostra filosofia e quella del progetto stesso, ossia non dimenticare mai lo stile. Anche quando si abbraccia il lowcost.

Ognuno di loro ha delle storie da raccontare speciali, dall’ hotel Thon Vika Atrium dove il contato con l’hotel manager è nato da Linkedin, all’Hotel Vulkan Scandic che ha delle camere dedicate a blogger, giornalisti e comunicatori messe a disposizione sempre gratuitamente, fino all’incontro intervista con l’artista pianista, preformer Aksel Kolstad, ma questi solo per citarne alcuni. Insomma cosa dire, sarà un’avventura tutta da scoprire, da raccontare e condividere.

F: Anche questa volta ti chiedo quali sono le tre cose che non devono mancare nella valigia?

B: Adoro questa domanda! Tralasciando l’ovvietà dei strumenti del mestiere – reflex – smartphone – pc , questa volta non mancheranno uno spicchio di Parmigiano Reggiano e un biglietto di ringraziamento, che doneremo a tutti coloro che basandosi sulla fiducia, ci hanno dato la loro disponibilità abbracciando questo progetto. Il cadeau del Travel & Swap, diventerà la nostra firma. In ultimo non mancherà un blocco appunti, per non dimenticare spunti clou da raccontare nella serata evento del 19 Giugno alle 19 presso Open – more than books a Milano, dedicata a questo progetto. Siete tutti invitati. Anche perché non mancheranno coccole di stile a tutti coloro che interverranno!

Per avere il report della loro esperienza seguite Barbara sui suoi canali social e su http://tangibiliemozionidicarta.wordpress.com.

“Cartolina” dalla Guadalupa

Sono sul ciglio della strada in attesa del bus che non prenderò! Si accosta una vecchia Renault blu..dentro una donna e un uomo alla guida che sorridente mi chiede: “ Où vastu ?”

  – gli rispondo:”Point à Pitre”.  “monte!”mi dice. Non gliel’ho fatto ripetere due volte! In radio un certo Francky Vincent canta “Vas y Francky C’est Bon”. Quale colonna sonora migliore di questa per inaugurare un viaggio tutto creolo!

Con Lucien, conducente dell’auto nonché professore di informatica, arrivo a Point-a-Pitre..I turisti preferirebbero evitarla, i viaggiatori la considerano tappa obbligatoria!..tac,tac,tac..Un giovane rasta seduto ai piedi di una vecchia serranda vibra le mani su un bongo..poco distante da lui un ragazzo, vestito con dei calzoni malconci e  una canotta traforata arancio evidenziatore, intreccia foglie di palma dando forma ad un simpatico cappello.

Pochi minuti dopo mi ritrovo tre le bancarelle di un mercato.. Profumo di cannella,  un elegante melange di colori veste donne dalle taglie comode affaccendate a ripulire i portafogli dei turisti di passaggio in cambio di souvenir e spezie.

Cammino tra i  bonjour sorridenti  degli uomini e gli sguardi indifferenti delle donne,  le strade suonano..le casse rimbombano sul ciglio di negozi che sfoggiano vestiti dai colori  vivaci. Vedo BMW e Mercedes fresche di concessionaria parcheggiate ai piedi di palazzine in rovina, bancarelle arrangiate da pescatori semivestiti che mi invitano ad acquistare aragoste e lambì. Decido di tornare a Saint – Anne in bus ma comincio ad avere già nostalgia di quell’armonia perfetta tra esplosione cromatica, ritmo caraibico e falsa povertà felice! Salendo sul quel bus scopro che quell’armonia in realtà mi accompagnerà sino a Saint – Anne e nei successivi 6 mesi trascorsi in Gwada! Le poltrone giallo ocra e gli interni arancio si sposano con i vestiti delle donne a bordo e le canzoni caraibiche fanno da sottofondo perfetto a questo allegro gioco di colori.

La Guadalupa non è una isola da visitare ma da vivere!  Ci sono due modi per farlo: puoi noleggiare  una macchina e quindi perderti in strade circondate dalla foresta tropicale e dagli immensi campi di canna da zucchero, o in alternativa puoi imbarcarti  su una barca a motore o su una più silenziosa barca a vela  per poi addentrarti tra le mangrovie o raggiungere qualche piccolo isolotto solitario nel mar dei caraibi o la turistica Les Saintes o meglio ancora  la selvaggia Marie galante la cui identità è racchiusa in una bottiglia di rhum.

Due ore di vela scivolando sulle onde..quel gusto di salsedine sulle labbra e quel profumo di mare sulla pelle. Arrivo a Les Saintes, l’isola scoperta da Cristoforo Colombo nel 1493. Posso decidere di salire  in motorino o a piedi  sino al forte Napoleone  da cui ammirare la baia di Anse du Bourge, o spennare il portafoglio nei negozietti di souvenir della stradina dello shopping che vi porterà alla “chiesetta del villaggio” e proseguendo dritto verso la selvaggia Plage de grande Anse. Il mare nervoso comincia a farsi sentire dalla stradina in pendenza fiancheggiata da un allegro cimitero dove i morti riposano circondati da una cornice di lambì. Inaspettatamente appare lui..affannato, concitato..un cartello ci ricorda che è vietato farsi il bagno! E lo capisci guardando l’energia con cui le onde si scagliano contro la riva sabbiosa. Ciò nonostante c’è sempre qualche passante determinato a sfidarle!! La cosa migliore da fare è accomodarsi sulla granulosa sabbia dorata, godersi la solitudine e magari farsi suggerire dal mare qualche parolina da mettere per iscritto!

Postcard from Guadeloupe:

Ciao Amico mio. Ti presento  la mia Guadalupa, quella in cui non c’è biglietto da pagare in nessun luogo, quella in cui puoi assistere gratuitamente allo spettacolo della natura, a quel seducente contrasto tra il verde della foresta tropicale e il blu del mare cristallino. Quella in cui non devi pensare a cosa indossare la sera per uscire. Infradito shorts e t-shirt sono più che sufficienti per sedersi in un locale arrangiato sulla spiaggia davanti ad uno spiedino di lambì e ad una bottiglia di rhum servita con lime e zucchero di canna. Ci sono solo due parole chiave da ricordare: assiette creole e ti-punch o  punch planteur se si preferisce  mescolato al rhum succo d’ananas, arancia o ancor meglio goyave! In Guadalupa non ci sono yacht ma solo piccoli motori su barca a vela e catamarani di tutte le taglie che gareggiano con i delfini a chi prima arriva alle isole vicine. In Guadalupa non conoscono l’espressione ritmi frenetici. Spazientirsi per un caffè che arriva dopo 5 minuti non ne vale la pena! La Guadalupa è quella in cui esci con l’ombrello anche quando c’è il sole..le passeggere ma brevi piogge tropicali sono imprevedibili! La Guadalupa è una serata allegra ballando la “danse du chilili”. La Guadalupa è colore, è gusto di cocco, è il sorriso di un  pescatore fiero e fedele alla sua identità creola!

Baci

Giovanna

La Street Art invade il mondo

Gli smartphone ed i tablet ci vogliono tutti per loro, ma oggi vi voglio mostrare cosa potete scoprire se viaggiate con gli occhi rivolti verso l’alto. La street art ha invaso le città del mondo. Non parlo dei murales che trovate a Berlino, o dei dipinti tridimensionali di Barcelona, io mi riferisco a Invader e Clet, due artisti che hanno dato un colore in più alla quotidianità cittadina. Nel lontano 1990 è iniziata l’invasione degli alieni:  “Space Invaders”. Vi giuro che non sto delirando ma Invader ha tappezzato moltissime città con gli alieni invasori, come i protagonisti del film degli anni ’80. Parigi, Los Angeles, Perth, Londra, Tokyo, Amsterdam, New York, Genova, Hong Kong, Berlino, Barcellona, Istanbul, Manchester, Vienna, Bangkok, Colonia, Bilbao sono solo alcune località toccate dall’invasione.

Lo scorso novembre è stato il momento della nostra capitale, Roma ospita 50 alieni dislocati negli angoli della città da Trastevere al Pigneto, da San Lorenzo al Foro Italico, passando per l’Aventino, un motivo in più per scoprire gli angoli nascosti della città. Volete scoprire dove si trovano gli invaders senza girovagare nelle città? La vostra caccia al tesoro ha bisogno di una mappa…http://www.space-invaders.com/gmap.html L’arte di clet l’ho scoperta durante la mia ultima visita a Firenze per la BOT, Buy Tourism On-line. Trasferitosi da Parigi in un attico sul Ponte Vecchio, ogni giorno strappa un sorriso ad abitanti e turisti. Ha voluto guardare i segnali stradali da un punto di vista non comune, ma da quello di un genio!

E voi avete mai notato questi dettagli in città?

#MALESIASWAP: UN NUOVO MODO DI VIAGGIARE…TUTTO ECO-SOCIAL

Lunedì 9 Settembre si partirà insieme per #Malesiaswap. E’ un progetto nato dall’idea di Barbara (blogger,social comunicator, lifestyler) e Davide (soul photographer) di affrontare una sfida..quella di viaggiare in modo esclusivo, ma senza spendere una “cifra”! Sono ricchi di voglia di condividere e di vivere un’esperienza unica che, chissà, sarà solo l’inizio di lunghi tour nel mondo…

PAROLA A CHI AFFRONTERA’ IL VIAGGIO: BARBARA PERRONE

 

 Dietro ogni progetto innovativo c’è una grande motivazione … qual è stata la vostra?

Una delle motivazioni principali che ci ha spinto a trasformare un viaggio personale, privato in sociale, è stata quella di provare due esperienze:

a- vivere un viaggio, una nazione con gli occhi di chi la vive, quindi blogger, artisti, fotografi, chef, hotel manager

b- dare una scossa sia alle persone comuni che agli operatori di settore. Da un lato spesso, troppo spesso, ascolto discorsi “vorrei ma non posso”, adducendo pretesti economici. Dall’altra strutture deputate all’accoglienza, lamentose dello stallo che stiamo vivendo in questo momento storico.

Quindi dopo la felicissima esperienza della scorsa estate fatta presso l’agriturismo La Ripolina in Toscana, ho pensato di varcare i confini. E come dice una vecchia canzone… “e vedere di nascosto l’effetto che fa”!

Il vostro viaggio si svolge Malesia e Singapore. Ma, mi chiedo, è la vostra prima volta in Oriente oppure avete già visitato l’est del  mondo?Se si, cosa vi ha colpito di più?

L’estremo oriente per noi è ancora da scoprire, Abbiamo viaggiato lungo il Giappone e la Corea del Sud.

Difficile dire in poche parole cosa mi abbia colpito di più. Di certo, la gentilezza giapponese e coreana non ci hanno  lasciato indifferenti. La cultura di prodigarsi nell’aiuto, anche quando non richiesto, il piacere dell’abbattimento delle barriere linguistiche pur di comunicare… insomma aneddoti che non solo lasciano riflettere, ma ti cambiano, formando credo una persona migliore.

Perché avete scelto proprio la Malesia?

“La meta malese è stata la scelta frutto di diversi fattori: la presenza di un’architettura fatta di forti contrasti; un meltinpot di culture e tradizioni culinarie e non da ultimo la natura selvaggia del Borneo, con la presenza del centro di recupero degli Oranghi. “

 

Com’è stato accolto il tuo progetto in terra Malese?

Il progetto è stato accolto oltre ogni più rosea aspettativa, tanto da dover modificare la roadmap. A Georgetown ad esempio abbiamo aumentato la permanenza inizialmente prevista, “causa” dell’alto tasso di feedback positivi.

 Quali sono le prime 3 cose che metterai in valigia’

I cantucci del Biscottificio Belli, che regaleremo a tutti coloro che ci hanno aperto le braccia, quando il progetto stava ancora nascendo e senza bisogno di necessitare di mille referenze (a differenza di ciò che accade in Italia), alcuni vestitini di Marville, azienda giovane, briosa e  molto intraprendente (potrebbe essere diversamente, con una come me?) e ovviamente tablet &co.

Sei pronta per eventuali “cultual shock” (http://goo.gl/EOK41U )??:D

Oh si! Ad esempio in Malesia non si può indicare una persone o una cosa con l’indice, come facciamo noi. Sto studiando la guida Malesia, Singapore & Borneo di Rough GuidesFeltrinelli, proprio per evitare cadute di stile, involontarie of course! Speriamo bene, però!

Scopri i dettagli su TangibiliEmozioniDiCarta

Potrai vivere in diretta le loro esperienze seguendo  l’hashtag #malesiaswap su Twitter ed ovviamente potrai interagire con i protagonisti.

#conunpodimargarita è con #malesiaswap!

Ecco gli altri blog che partecipano al progetto:

Questo progetto dimostra che la rete ha una marcia in più! Grazie Barbara Grazie Davide!

 Buon Viaggio

#TourismTTT/hunt Il Duomo

La cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta è il principale luogo di cultocattolico di Lecce

L’ingresso principale delle Chiesa non quella del portone che dà sulla piazza, bensì quello che affianca Episcopio (in fondo). La porta principale è piuttosto semplice, ma se osservate bene vedete che c’è un sole ed una luna che permettono la penetrazione della luce, creando un’atmosfera suggestiva nella Chiesa buia.

Il prospetto settentrionale, ricco ed esuberante, assolve a una precisa funzione scenografica, dovendo rappresentare l’ingresso principale della chiesa per chi entra nel sagrato. Scompartito in cinque zone da paraste e colonne scanalate, il primo ordine presenta un portale ai cui lati due nicchie ospitano le statue di San Giusto e di San Fortunato. La trabeazione è coronata da un’alta balaustra alternata da colonnine e pilastrini, oltre la quale, al centro, si innalza la statua di Sant’Oronzo.

Il Campanile del Duomo venne costruito tra il 1661 e il 1682 dall’architetto lecceseGiuseppe Zimbalo su incarico dell’allora vescovo della città, Luigi Pappacoda. La torre campanaria ha una forma quadrata e risulta essere formata da cinque piani rastremati, l’ultimo dei quali è sormontato da una cupola ottagonale maiolicata, sulla quale è posta una statua in ferro raffigurante Sant’Oronzo. Gli ultimi quattro piani presentano quattromonofore alle quali le antistanti balaustre conferiscono la pittoresca funzione di lunghi balconi.

Ha un’altezza di 72 metri, e dalla sua sommità è possibile ammirare il mare Adriatico e nei giorni particolarmente limpidi anche le montagne dell’Albania.

Bellissimo di giorno..incantevole di notte!