La Mia Slovenia – di Giovanna Picca

Mettete via gli auricolari una volta arriviati a Portorose e lasciate che I gabbiani vi diano un melodioso benvenuto in questo pittoresco tratto di costa slovena, s

ospeso nel tempo e lontano dalla velocità cittadina.

A Portorose il limite Massimo di velocità è scandito dal silenzioso pedalare di giovani e anziani, dal fruscio delle 4 rotelle che si confonde a quello dei k-way degli appassionati di jogging.

A fare da sfondo a questo seducente movimento di corpi è il mare, 3 km di costa che si prolungano nel mare attraverso lunghi pontili in legno, dove chi sdraiato, chi seduto si confida con il mare.

La giornata comincia seduti sulle comode poltrone in vimini del g-sport bar sorseggiando un big cappuccino e contemplando le sinuose onde su cui si specchiano gli alberi maestro delle barche a vela e gli scafi delle piccole barche a remi sfiorate da una coppia di papere variopinte.

E con le note di sweet lullaby dei deep forest ci mettiamo in marcia per una lunga e piacevole passeggiata le long de la mer , che ci porterà a Piran, la città natale del violinista Tartin

i, immortalato da una statua che troneggia nel centro della piazza omonima.

Pausa pranzo al “Restavracija spiaggia” , il cui nome non è casuale!

Hotel Costes è il sottofondo ideale. Un cevapcici accompagnato da insalata e patate fritte e un calice  di vino rosso che man mano che si svuota lascia intravedere un gruppetto di derive che volano su un tappeto di svaroski.

Non abbandonate il tavolo prima che l’ effetto del vino non sia svanito e nell’attesa chiudete gli occhi e lasciatevi riscaldare dal sole, mentre un fresco venticello di marzo vi accarezza il viso.

Mezz’ora prima del tramonto raggiungiamo, accompagnati da uno studente ungherese qui a  Portorose in Erasmus,  le mura fortificate di Piran. Un consiglio: salite le scale e non giratevi prima di essere arrivati in cima alla torre. La sorpresa è nell’attesa.

A Portorose la giornata non finisce al tramonto ma continua nei casino che si alternano agli alberghi di lusso schierati lungo la strada principale di Portorose. Se non siete tipi da casino ma preferite una serata più serba, il posto ideale è il mandrake dove tra una partita a bigliardo, una lasko e qualche puntata a freccette, la serata passerà spensieratamente.

Arrivato il momento di lasciare Portorose, sono sempre loro, I gabbiani, padroni della città, a salutarci. E con le prime luci dell’alba partiamo. Jazz come sottofondo – Gramatik – I’m free.

Mentre il Pullman avanza silenzioso, sfilano sotto i nostri occhi le saracinesche chiuse dei negozi e le vetrate dei ristoranti e pub, da cui si intravede la spiaggia e il mare che dorme quieto. Da Portorose a Lucja, da Lucja a Koper e man mano che ci si allontana, svanisce la magia, ma restano I ricordi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...